Gli allevamenti di pesce ai tempi dei romani da visitare in punta di pinna

All'interno della Zona di Riserva Integrale, nel settore di levante delle Isole della Gaiola, è presente il quartiere della villa del Pausilypon dedicato all'allevamento del pesce al tempo dei romani: le peschiere. Esteso per circa 9000m2, rappresenta uno dei sistemi di peschiere più grandi e meglio conservati del Mediterraneo, dove sono ancora ben visibili i canali, le chiuse e le crepidinae, ossia i muretti di separazione delle vasche da cui era possibile lavorare all'interno delle peschiere. Le vasche furono realizzate per gran parte scavando il banco tufaceo e in parte costruite in opus reticulatum e opus latericium. Il cavaliere romano Publio Vedio Pollione che realizzò nel I sec. a. C. la villa del Pausilypon (il cui significato dal greco è "pausa dagli affanni"), era un personaggio molto discusso e criticato. Cicerone ci parla di Pollione come dell'"uomo più ingiusto che avesse mai incontrato" e i classici latini come Plinio e Seneca ci tramandano un aneddoto sulla sua malvagità proprio inserente le sue peschiere. Si narra infatti che una sera l'imperatore Augusto, a cui Pollione era molto devoto, venne a cena al Pausilypon; uno schiavo disattento ruppe un bicchiere di vetro prezioso e Pollione ordinò di gettare lo schiavo nelle vasche delle murene. Augusto, che voleva prendere le distanze dall'ostentazione di ricchezza di Pollione, non solo salvò la vita allo schiavo, ma ordinò a tutti presenti di infrangere il proprio bicchiere di vetro nelle peschiere.

Le peschiere di Pollione Madonnina del Vervece Gorgonia Paramuricea Castagnole rosse su coralligeno Gorgonie gialle Eunicella Cavolinii

Le vasche dedicate all'allevamento delle murene rappresentano proprio l'area meglio conservata e più interessante da visitare. Proprio per la sua vicinanza alla terraferma e la sua bassa profondità è facilmente visitabile da tutti attraverso percorsi in visita guidata in snorkeling. L'itinerario è molto interessante, oltre che per la sua peculiarità archeologica, anche per la sua componente biologia. Infatti tra cunicoli, chiuse e nicchie è possibile incontrare numerosi invertebrati e pesci dai colori variopinti. Caratterizzano tale area organismi quali le stelle rosse e i ricci, cetrioli e pomodori di mare, crostacei quali la granceola e il paguro, polpi, orecchie di venere, nudibranchi e spirografi, solo per citarne alcuni. Tra i pesci, è possibile osservare nuvole di guarracini, tordi, bavose, saraghi, occhiate, sciarrani, peperoncini, donzelle e di frequente essere attraversati da banchi di orate e salpe confidenti. Negli anfratti più bui, caratterizzati da spugne policrome e alghe rosse calcaree trovano dimora i re di triglia, piccoli pesci rossi con occhi molto pronunciati che abbandonano la loro tana solo di notte. Una visita alle peschiere romane è un'esperienza unica tra storia e vita marina, quasi un volo "in punta di pinne" sulle antiche vestigia romane.

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