Bengala e Gunny: imponenti relitti rifugio ideale per banchi di occhiate, saraghi murene e cernie

Oltre alle bellezze ittiche, nell'AMP Capo Rizzuto si possono visitare i relitti affondati in corrispondenza delle secche affioranti. Queste navi costituiscono oggi vere e proprie oasi di ripopolamento ittico. Gli imponenti relitti, navi di lunghezza superiore ai 50 mt, sono oggi abbastanza integri nonostante le ferite inferte dagli scogli prima dell’affondamento, e rappresentano infatti un ottimo rifugio per branchi di occhiate, saraghi murene e cernie che cercano riparo negli anfratti ferrosi degli antichi mezzi navali.

Bengala (Chico)


Il Bengala, conosciuta anche come Chico, è una nave a vapore affondata dopo l'urto con una insidiosa secca di Capo Rizzuto il 30 aprile 1889. È conosciuta anche come il relitto delle bottiglie perchè il suo carico al momento dell'affondamento era costituito in parte da bottiglie di vino "Porto" invecchiato. Il relitto è situato a 5 miglia dal porto di le Castella in mare aperto.

Il relitto è spezzato in due parti che giacciono su un fondale sabbioso cosparso di scogli, ad una profondità di quasi 30 metri. Sono perfettamente visibili l'imponente poppa con l'elica a quattro pale, al centro l'impianto delle caldaie con a fianco nella sua imponenza il motore a combustione esterna di cui si possono ammirare le bielle, l'albero motore ed il tunnel dell’asse dell'elica. Verso prua i vari piani delle stive sono accartocciati su se stessi e nella parte più bassa e possibile ammirare ancora ora le casse in legno piene di bottiglie di vino con i tappi di sughero. Della prua si intravede la gruetta di capone, i verricelli e le ancore. Nuvole di saraghi e cernie di notevoli dimensioni stanziano sul relitto. Il relitto offre inoltre numerosi spunti per fotografia macro (Flabelline, Cratena pregrina, Iannolo, Spirografi, Protula tubularia, ecc.).
La visibilità non sempre è buona, quando lo è il colpo d'occhio è spettacolare. La difficoltà dell'immersione è medio-alta a causa della forte corrente presente nei primi 20 metri.

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Gunny


Il Gunny è una nave mercantile affondata nel 1956, a circa 7 miglia dal porto di le Castella dopo la secca di Capo Bianco. Durante l'affondamento si è spezzato in due tronconi adagiandosi sul fondale che va dai 13 ai 24 metri. L'immersione in mare aperto sul relitto è di media difficoltà parte a circa un miglio dalla costa e raggiunge una profondità massima di 27 metri.

Il relitto presenta integre la prua e la poppa, le stive squarciate dalle esplosioni dei predoni per rubare i metalli di valore mettono a nudo i due propulsori principale e ausiliario oltre al gruppo di motori per l’impianto elettrico. La prua maestosa è adagiata sul lato destro a 24 metri di profondità, con ancora le due ancore negli occhi di cubia e gli argani con le catene cazzate per la navigazione. Qui lo spettacolo è davvero unico: nuvole di sembrano avvolgono sempre il subacqueo. Nei buchi e nelle fessure sono presenti saraghi, gronghi, polpi, galatee e granseole. L'interno è osservabile dai portelli: i soffitti delle cabine sono completamente ricoperti da diversi tipi di spugna incrostanti.

Per informazioni contattare l’AMP Capo Rizzuto o uno dei Diving autorizzati dall'AMP.

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