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AREA MARINA PROTETTA

Isole Ciclopi (CT)

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Il mare cristallino dove si specchia l'Etna

Un piccolo arcipelago disposto ad arco di fronte ad Acitrezza

L'Area Marina Protetta "Isole Ciclopi" si estende per la maggior parte nel territorio di Acicastello (CT) ed è situata in un incantevole proscenio naturale: mare cristallino sormontato dal maestoso profilo dell'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa. Istituita nel 1989, l'A.M.P Isole Ciclopi copre una superficie pari a 623 ettari e si estende da Punta Aguzza a Capomulini. Prende il nome da un piccolo arcipelago composto dall’isola Lachea, Faraglione grande, Faraglione piccolo e da altri quattro grandi scogli disposti ad arco di fronte al paese di Acitrezza.

La gestione della riserva è affidata al consorzio "Isole dei Ciclopi", costituito dal Cutgana (Centro universitario per la tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agroecosistemi) dell'Università di Catania e dal Comune di Acicastello.

L’ente gestore protegge le bellezze naturali presenti nel territorio grazie ad iniziative quali la pulizia delle coste e dei fondali che ogni anno richiama subacquei e volontari provenienti da tutta la regione. Inoltre attraverso i progetti di educazione ambientale coinvolge le scuole dell’hinterland. Negli ultimi anni lo specchio acqueo dei Ciclopi ha ospitato, proprio per la bellezza del suo mare, i campionati nazionali di caccia fotosub e videosub. L’ente gestore si occupa anche della valorizzazione delle risorse naturali, grazie anche alle visite guidate e alle manifestazioni di carattere internazionale come la rassegna cinematografica Miti riflessi; una rassegna che ospita di anno in anno i migliori film subacquei prodotti in tutto il mondo.

L’AMP Isole Ciclopi è un ricco paradiso naturalistico, ricco di bellezze ambientali, sia sulla terraferma, dove domina incontrastato un paesaggio incantevole, caratterizzato dai basalti colonnari, sia negli splendidi fondali, ricchi di colori e di una moltitudine di forme di vita: scogli antichissimi incrostati di spugne e gorgonie variopinte, da cui fanno capolino cavallucci marini e timidi pesce ago, mentre qua e là occhieggia il rosso inconfondibile di una stella marina.

La natura dei fondali non si è lasciata vincere dalla monotonia, e varia passando dalla roccia lavica, la cui origine è legata alla attività vulcanica iniziata oltre mezzo milione di anni fa, alla sabbia, la quale fa la sua comparsa dopo i 30 metri di profondità, all’argilla, che ne prende il posto dopo i 50 metri. La costa si presenta per un ampio tratto, particolarmente frastagliata e ricca di anfratti, secche e piccoli canyon, habitat ideali per ospitare una grande varietà di forme viventi.

Nei fondali dei Ciclopi è presente un gran numero di organismi marini dai piccoli esemplari di Littorina neritoides, ai porcellini degli scogli (Ligia italica), dai granchi corridori ( Pachygrapsus marmoratus) alle patelle (Patella caerulea), dai pomodori (Actinia equina) agli anemoni di mare (Anemonia viridis), così eleganti nei loro tentacoli dall’apice viola.

Tra i molluschi è ben noto il murice spinoso (Bolinus brancdaris), dalla conchiglia sifonata e spinata a cui si aggiungono la trottola rugosa o occhio di santa Lucia (Bolma rugosa) e il piede di pellicano (Aporrhais pespelecani), con quattro lunghe espansioni a mò di zampa che caratterizzano la conchiglia.

A catturare lo sguardo dei sub sono piccoli organismi come la vacchetta di mare (Discodoris atromaculata), bianca e nera, la flabellina (F. affinis) che lascia scorgere, in trasparenza, il rosso vivo degli organi interni. Una specie che ha sviluppato un’elevata forma di mimetismo è il polpo (Octopus vulgaris), la cui presenza è costante nei fondali delle Ciclopi. Un altro protagonista è il riccio, le cui specie più rappresentate sono l’Arbacia lixula, che ha aculei nero-bluastri e il Paracentrodus lividus, che mostra aculei dal colore variabile dal giallo al rosso al viola ed è un caposaldo della cucina tradizionale. Altro riccio è quello cosiddetto di prateria (Sphaerechinus granularis), che vive nelle matte di Posidonia e presenta spine rosso scuro o viola dalle punte bianche. A forma vagamente cuoriforme è invece lo Spatangus purpureus, dagli aculei chiari e dal guscio violaceo, che vive infossato nella sabbia e conduce una vita spiccatamente notturna. Può vivere da pochi metri sotto la superficie fino a 900 metri di profondità.

I FARAGLIONI

La leggenda narra che i faraglioni siano i massi lanciati da Polifemo contro la nave di Ulisse che fuggiva via

MOLLUSCHI

Murice spinoso, occhio di santa Lucia e piede di pellicano

RICCI

Arbacia lixula, Paracentrodus lividus, Sphaerechinus granularis, Spatangus purpureus

PICCOLI ORGANISMI

Vacchetta di mare (<em>Discodoris atromaculata</em>) e flabellina (<em>F. affinis</em>)

per ulteriori informazioni

AMP ISOLE CICLOPI

via Provinciale 5/c e 5/d - 95021 Acicastello (CT)

Tel. +39 095 7117322

Email. info@isoleciclopi.it

http://www.isoleciclopi.it/

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